Archivio dell'autore: leragionidellacqua

Ombre scritte, pietre

    Ho avvicinato le cose più estranee pur di somigliarvi finto di credere pur di compiacervi annuito alle vostre menzogne pur di accontentarvi. Non parlo ma so il vostro destino il futuro cresciuto senz’acqua bucate promesse sguardi vizzi. A … Continua a leggere

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Il mio bacio eterno

                              Non ti incamminare, aspetta ancora.                             Questo temporale dura un quarto d’ora … Continua a leggere

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Albero della vita

    Albero della vita kippah di Tommaso scatola che proteggi l’infanzia i piccoli, piccoli per sempre Natale 2007, capelli rossi con flauto, cimitero ebraico. A Venezia Mestre resta il tratto dei dialetti e delle chiacchiere fino alla città, terz’ultima, … Continua a leggere

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Anni luce

                                                                                … Continua a leggere

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XV agosto

(-Il mondo è troppo distratto e noi soffriamo, diceva dai finestrini abbassati). Lui ha le gambe gonfie. Nere e viola. Sta seduto col faccione bianco e 2 occhi-animali che scrutano il mondo che entra dalla porta. Non ce la fa … Continua a leggere

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Nel silenzio delle fiabe

    La resina ha succhiato legni pietrischi zampette organismi uni e pluricellulari foglie petali lava che indurisce si fa gemma centro di vita silenzioso che il mondo rapisce e vende rapisce e vende, e non si offende la culla … Continua a leggere

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  Il castello appena finito un’onda l’ha sciolto, piange inconsolabile così la tramontana scoperchia mondi inadatti a queste lande denti senza pace di lagomorfi nessun legno riuscirà a fermarvi c’era qualcuno quando ero solo: inconsumato lamento del lemure Lei al semaforo … Continua a leggere

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    Quando il braccio si allunga al cielo un ragno scivola dal soffitto alla mano lucerne agli angoli dei muri muschiati fiscoli e macine di pietra 3 volte cinti negli ipogei senza più uomini e animali salnitri e didascalie … Continua a leggere

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  Maglioni e stivali sbirciano dalla poltrona da sotto il letto, 40 gradi non li licenziano confidano in un’occupazione in uno spazio chiuso oltre l’ eterna differita il limbo il ritardo. Meglio il mare pensano cose e bipedi registrando nessuna … Continua a leggere

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2 giugno XVII

    La Repubblica casca nervosa dalla pedana al piano delle monetine l’edicolante prende sole e brucia brucia con la piazza deserta del sabato la gioia spaziosa dell’ospedale vecchio le sue lingue srotolanti rettili e più in là saette pendule … Continua a leggere

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