D’indolenti dipendenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

solo afferrarmi alla geografia
dei tuoi piedi
e a bocca sbarrata strozzarmi
del loro illuminato deserto.

o trascinarmi
su secche falangi
in polverosa grotta
e amniotici gridi barbarici.

o circumnavigare
in primitiva danza d’impunita
maddalena
il tuo globo oculare
in lentezze di millennio
o i solchi abbandonati
o le fessure abbondanti.

solo riposarmi poi
solo accovacciarmi poi
solo farmi posto poi
nei templi tuoi dell’accoglienza

o, lividi occhi
o, cimiteri festanti

***

di vertigine, sì
e di viaggio
di fortuna
e brividi
d’indolenti dipendenze
di riti decubitanti
di rimandi e di arresti
di dolori accovacciati
a fumare
di partenze brucianti
di bruciati cervelli
lucidati a sangue
di ovattate pelli
aspirapolverati pensieri
di moti singhiozzanti
di vuoti e digiuni
di barbe obese
per passeggiarci lamierose nausee
di gambe aperte
alla sopravvivente voglia di respirare
e bruciarsi.
di elettrici fuochi per dirimpettaie
illecite intese
di sangue che si annoda e si accavalla
di sangue che riconosce e annusa
di sangue che succhia pulsa si attrae
di sangue che m’incrocia schiaccia minaccia
ma non di padre ma non di fratello
di carne sottratta
a morsi
di volti decomposti e mutilate
memorie
di salvezze interrotte
e fortune sputate
di sottrazioni   di sottrazioni   di sottrazioni

***

Verifica d’ Impatto Umano

ma potrei metterci vasi di fiori
rossi
su questi fianchi larghi
inutilizzati
o bordarli di centrini tirolesi
o farne autostrade d’accoglienza
per poeti frustrati barboni puttane.
una centrale di morte corale
per bruciare feticci di umanità
pagliaccia e deficiente.
o un cimitero di macchine e di memorie
o un ufficio delle cose perdute
o incompiute
o una calda sala d’accesso
su confortevoli trampolini
per incipienti apnee o salvifiche morti
o una bocca a precipizio sul mondo
per salmodiare vomitare defecare.
o una tavola rotonda
per sottoporre a mia Verifica
progetti ad elevatissimo corrosivo letale
Impatto Umano

***
per le danze non ballate
e i pensieri taciuti
per la forza bendata
e il coraggio senza piedi
per la passione senza cronaca
che non riesco a domare
prodigio tutto mio servirvela
innocua sull’altare

***

ISTANTANEA 1

ti può capitare di percorrere a piedi una strada il 12 giugno del 2004. ma anche il 24 di qualsiasi altro mese o anno e vedere aperte a ventaglio sulla strada al centro di mobili domini acquatici le donne nostre a cucire di mariti gelosi di verdure e frutte rincarate di figlie impertinenti e di altre svergognate.
per strada adesso noi qui le vediamo accomodarsi le labbra contro la mammella della vita in flussi di leggendarie armonie e pacificazioni. abbrustolite d’eterno. coi tubi varicosi di mal circolanti acidità spalancati al nostro benzene che puoi pure scovarci le mutande. quale parentela o patto di dio mafioso le assorella alle energie del Cosmo, ai ritmi delle stagioni, ai rutti del sangue e della terra? tutto a portata dei nostri occhi globalizzati, acclimatati alle freddure e ai galatei del nord, balbettanti un affaccio di vita coi nasi grattugiati di polvere provando e riprovando PIN ERRATI.

***

ISTANTANEA 2. delle tappe obbligate e delle fermate facoltative.

-LE FERMATE SONO FACOLTATIVE!-
-Scusi, lei dove scende? E voi, signori?

La donna in ieratica estasi materna dondola tra le braccia il suo bambino appena addormentato.
Il marito, accanto, la vede sollevarsi. eterea. trasfigurata. con in mano le sorti del mondo.
Lui, pantaloni a quadri bianchi e blu, fisionomia tedesca, collo accorciato del fallimento, scolla ulivi e centinaia di ettari di terra bruciata del salento e se li carica con la forza dello sguardo sulla schiena anzi sulla nuca fino a farsi precipitare con lentezza inesorabile verso i piedi del passeggere dirimpettaio.
Sono appena iniziate le vacanze.
Stanno per scendere dal treno dopo circa 12 ore di viaggio. dopo circa 12 parole pronunciate senza guardarsi.
Lei aggrappata al bambino. il bambino a lei.
Lui con gli ulivi e la terra bruciata del salento sulla nuca tenta di riparare sulle zampe anteriori prima di sbattere il muso sui piedi scoperti del passeggere dirimpettaio. il bambino si sveglia e ride forte del nuovo giocattolo con la faccia di papà. lei anche ride del marito quadrupede.
LE FERMATE SONO FACOLTATIVE

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