che men di poco dura


Quando appare, quando prende forma, non sopporta si dia importanza ad altro. O si appesantisca in smanie di futuro, in ricatti di progresso.
L’uomo malato di nervi aspettava da mesi segnali di primavera, unico balsamo alla pallida stanchezza. Giorni e giorni a scrutare il cielo in riva al fiume. Quando, quando, le rondini? Quanto ancora? Trascinava la sua vita in questa attesa, unica salvezza. Il giorno del primo garrito, all’uomo si accostò un contadino che avvisava, per conto d’altri, la liquidazione di un vecchio pagamento e invitava a seguirlo in città e prendere ciò che gli spettava. Ecco, si allontanò dal fiume mentre il fiume veniva adombrato da un unico passaggio di rondini. Una di queste scrisse col becco su di un tronco: “neppure Primavera dura più di un soffio se il soffio non s’inghiotte e tiene, e se il respiro non smania di moltiplicarlo. Ecco, siamo passate e con noi la Bella, la più bella tra le quattro, ma nessuno c’era ad ingoiar con forza questa poca cosa che men di poco dura”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Erzulie, la cornacchia curva e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...