l’Immemore Giardino

le forme della pietra che si brucia
perduta ora che chiamano macerie
e vanno alla cosa che erano e sono per essere
più pulite e bianche, sobrie,
volti rotolanti alla farina, prima luce
germe di riso gonfiano stecchi di legno
spersi odori qui alla fiamma curva,
all’angolo rotondo
si compie il cerchio e il suo rovescio
fatti linea orizzontale e bruma, schiaccia
l’impune corso del tragitto, volontà strette
di girini in corsa affaccendati, operosa
nullità, il canto vaga all’imploro di spartito.
formica non importa il modo di caduta
vede tutto sgretolato a terra e compiersi
in grazia di rovina la porta senza casa
entra nello spazio dell’Immemore Giardino

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3 risposte a l’Immemore Giardino

  1. Blumy ha detto:

    hai il dono di un linguaggio speciale, Ilaria, d’una poesia ricercata ed elegante.
    passo qui per salutarti e per ricordarti che ti ho lasciato la mail che mi hai chiesto su fb.
    un caro saluto, Blumy

  2. Anila Resuli ha detto:

    coinvolgente…avvolgente…

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