2 giugno XVII

 

Fotografia di Guido Macorini

 

La Repubblica casca nervosa
dalla pedana al piano delle monetine
l’edicolante prende sole e brucia
brucia con la piazza deserta del sabato
la gioia spaziosa dell’ospedale vecchio
le sue lingue srotolanti rettili e più in là
saette pendule e murate di fantasmi
psichiatrici. Altro daffare per le rondini
che aspettano grilli dalla facciata d’oro secco
ancora insetti e acqua. Vi prego, l’acqua.
Anche le liti dal muro hanno un giorno
di riposo, il sesto e il settimo di solito.
Forse non c’è nessuno.
Per strada gli occhi si stringono
hanno un’aria spaesata e ebbra
tra non molto saranno ingoiati dai neon
si distenderanno al fresco di imprecisate
condizioni. Non come i vecchi al mare
le pose invidiabili e le comodità estreme
tediate solo da no adulti verso piedini
frettolosi di toccare il mare.
La carrucola non oscura né sul pezzo
butta il secchio e lo rialza, ritorna
con acque cristalline, vite ancora vive

 

 

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