I modi del mondo

 

Fotografia di Guido Macorini

 

Attraversa la strada con fiducia e timore.
Alza la mano, la spalanca, fissa la macchina in arrivo.
È lento, gambe lunghe e un bastone.

Si troveranno sulla stessa striscia, lui e il guidatore.
Il vecchio lo guarda negli occhi con calma, la calma di chi è libero da un cappio e ora vive nel paese dei senza fretta.
Lo ringrazia. Lo porterà tra le preghiere della sera. Tra compassione e invidia penserà all’uomo al volante. All’attraversamento.
Forse racconterà al gatto, o a un viso incorniciato sul tavolo, la bontà dell’uomo del paese con grande fretta, costretto per un istante a rallentare la sua corsa.

***

Non si stancano di chiederlo. La richiesta è la stessa.
Puntuale accanita battente ossessiva definitiva: Quando giochiamo?
È d’oro e granito questa domanda. Non c’è nulla che la ammacchi, la screpoli, la ossidi, distragga la sua fedeltà a se stessa. Basta rovesciare le costruzioni sul tavolo e la terra si apre a un nuovo principio, a una nuova Creazione.
Un brusio cosmico battezza ogni volta l’inizio del gioco, la festa.
Lì, tra quei pezzi, ogni volta ricomincia la vita.
Ma nessuno di loro crede ci sia mai stato un prima.

***

L’uomo veniva dalla terra senza felicità. Che non l’ha mai nominata, che non tende ad essa, che non sa che farsene.
Per ore e giorni, per notti intere e settimane, la disperazione accompagnò queste parole: come potrò fare a meno di questo. Separarmi da tutto questo. Come si può rinunciare ad essere felici. Il nome della donna era l’ultima parola pronunciata, prima di ricominciare.
Lei continuava a truccarsi, non piangeva, nemmeno lo guardava. Forse cantava, mentre lui metteva le sue cose nella valigia. Lui poi ha sceso le scale e ne ha risalite mille e mille, altrove.
Lei pure è scesa, partita. Ma è ancora lì, dentro quello specchio. Disegna altezze e curve di iniziali, profili di lontane orografie. Ricami di mappe e sismi, di passi ripetuti e attese di banchine.
Fedele come si resta fedele a una lingua, a un no.
Lei pure è scesa.

***

I giocolieri devono fare tutto velocemente. Anche gli sputafuoco.
Nessun errore è concesso. Nessuna caduta, nessuna distrazione.
Tutto perfetto e convincente prima che scatti il verde.

 

 

 

 

 

 

 

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4 risposte a I modi del mondo

  1. iole ha detto:

    non ho che da dire la mia ammirazione sempre

  2. marforioarsenio ha detto:

    Sembra uno di quei gialli borghesiani che si giocano su una scacchiera, i giocatori non sanno di giocare, come chi è felice ignora la felicità stessa, una mossa ciascuno, con rispetto, come in letteratura è impossibile sovrapporsi a una voce se non nel pensiero, opinabile certo, c’è chi confonde un obbligo per cortesia, e pensare che si era fermato solo perché il semaforo l’aveva messo in attesa prima di fare la sua mossa.

    • leragionidellacqua ha detto:

      Prezioso il semaforo che né per cortesia né per obbligo
      arresta la corsa per alcune parole o interi mondi.
      Scacco matto con sorpresa e senza perdite.
      (Sì, la felicità è concessa in differita
      la si percepisce quando è lontana anni luce).
      In attesa del prossimo “rosso”,
      Grazie

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