Wu Wang o nostra signora dei fiori

 

25, Wu Wang- L'Innocenza

25, Wu Wang- L’Innocenza

 

L’ Occhio perfetto di Nostra Signora dei fiori

muove il monte fermo il viandante il matto.

Ma il fuoco che divampa, il possesso e l’ascia

non fanno il cuore lieto e con la prima freccia

cade il fagiano e con l’amore di funambolo

una bancarella sulla Senna. Giri di lumaca

ritornata sul soffitto e messaggi insondabili,

forse di salvezza forse no. Di certo è al caldo,

come l’occhio che vede prima le cose di poi,

come coperte all’uncinetto delle nonne

come il nobile tiene lontano l’ignobile

il marmo si trasforma in acqua al civico 19/21.

Dice vieni e crollano dai cieli velati scalpelli.

Dice chiara farina di città e stagione delle stagioni

infanzia lucida delle foglie di quercia nelle piazze

colonne joniche su abbai e cispose ville incolte

per le pupille fisse dei matti, per i cancelli

arrugginiti, per la muffa e le crepe sulle foto.

Per gli occhi che tagliano. Non altro

rispetto a ciò che le è stato detto e dato.

 

Qualcuno nei pressi di Porta Napoli chiede:

ti ricordi della neve?

***

Le radici degli alberi lungo la provinciale

sollevano il manto stradale, lo solleveranno.

Le gazze aspettano nessun vento per spiccare il volo.

Boschi e montagne hanno la memoria dei cani.

Ricordano, ricorderanno. Solo l’intelligenza

dei bambini sa e regola il mondo perfetto

lego e puzzle che orchi smembreranno,

separeranno. Beati quelli che pur non avendo visto.

Noi attorno a un braciere, credevamo.

Era il giorno prima della cronaca, dei corvi, dei ladri.

Il giorno prima della versione dei monatti

 

 

 

 

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2 risposte a Wu Wang o nostra signora dei fiori

  1. Antonio Devicienti ha detto:

    Meravigliosa e meravigliante – e sembra rampollata dalla “Sposa nera” che, evidentemente, continua a generare nuovi testi anche dopo il libro che la contiene.

    • leragionidellacqua ha detto:

      È meno nera, caro Antonio. Ma le forme di come eravamo ritornano, ci ri-guardano, ci spiano, si affacciano all’improvviso, ci tengono d’occhio e misurano – nel mutamento – la nostra fedeltà.
      Allo specchio il germoglio vede una radice, e la radice un germoglio.
      Ma tu sai che il mio cuore, ora, è tutto per la Creatura che sta per nascere.
      Ti abbraccio,
      grazie

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