I giorni della neve

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(Nessuno sa nessuno vede
Guarda il cielo)

Rit. Più veloce della luna quando cala
la neve se n’è andata e più veloci
della neve certi passi a tramontana

Ago filo nozze d’oro
astri dell’inizio con ritratto
bottoni sparsi bottoni allungati
nell’incerto obbedire dei giorni
ago filo silenzio e neve
patria che ritorna mette pace
nome trattenuto in bocca
pronunciato taglia l’aria
il cielo che guarda è buono
muta e non muta, si muove
fisso, è buono. Le sante alture
il ritorno degli occhi ai passi
Esultate donne di Betania
il nuovo mondo cammina
non sarà mai più freddo
per via del decoro eterno

Più veloce della luna quando cala
la neve se n’è andata e più veloce
della neve certi passi a tramontana

La donna che vede la neve
da latitudini non sue, ripara
nelle forme che ritornano
dai vetri di bottiglia e danza
una danza solo sua di una neve
che non è la stessa e dimentica
per un tempo da bruciare
la vecchia da accudire
un’altra assenza e storia
per un brindisi estraneo
caduto nell’esilio tra gli ulivi

Più veloce della luna quando cala
la neve se n’è andata e più veloce
della neve certi passi a tramontana

No, signora signorina non ci siamo
di che parliamo? Bianco o nero?
La grafite non è mai così appuntita
e la cruna non si arrende a un filo
si rilassi invece e guardi la città
che si arrotonda, come piove gialla

Pioggia silenzio cielo buono
ancora sfuggi all’uncino del tiranno

 

 

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