Luce

fou

 

Non capite, la ferita è luce

la morte compagna

voi non capite, ripeti

 

il mondo che non vivi

ti fa immenso, la grotta

il freddo la lentezza

 

respiro immacolato perfetta parola

lo sciacallo non si avvicina

numero maestro, gemello

 

tu conservi la lingua degli amanuensi

del Dio scuro e di quello misericordioso

tu spada e miele, agnello e serpente

 

di croce in croce di città in città

di casa in casa di cena in cena

la tua sete – qui – non ha sorgente

 

Giovanni il lampionaio padre di Lucia

con una fiaccola illuminava il mondo

Così era, e luce teneva luce

 

Chiudi piano la porta, l’ascensore

riconosco i passi che non fai sentire

il modo che ha la grazia di resistere al mondo

 

Per questo ci siamo conosciuti

silenziose voci e passi invisibili

per questo non possiamo separarci

 

Il modo di far tacere le rovine

due armonie due silenzi due fuochi

l’occhio della vita inginocchia il mondo

 

 

 

 

 

 

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Una risposta a Luce

  1. gminerva ha detto:

    Ho visto due braccia che tendono in due direzioni, in due storie, e il verso in chiusura mi ha mozzato le parole.

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