da Film Blu, Krzysztof Kieślowski

da Film Blu, Krzysztof Kieślowski

 

Gli uomini benedetti da una morte improvvisa

nel luogo dell’ultima sbornia, la sera prima

Appoggiati al muro bottiglia in mano

roche e larghe risate senza denti né padroni

Ora nome e cognome imbarazzati appesi al muro

nere lettere e vocali per nessuna commozione

Tricicli in un autodromo. A ognuno i propri riti

nessuno dica quali sacri e quali no

Scarponi di Van Gogh, mostri di Picasso

fiori che sbocciavano a Guernica e 5000 bombe

Un gioco di numeri parole e fiori

Un gioco a mosca cieca o nascondino

Tutto fin dove sopravvivono matti bambini

ubriachi vecchi che per strada parlano da soli

 

***

 

Non è passato niente

dal suono della bocca a quello soffiato

dall’appartamento accanto. Niente

Le note del flauto danno la stessa musica

da anni immemori, stessa mimica domestica

passi voci azioni corpi odori riti nomi

Nei mesi battuti da dita malcerte

ottobre o novembre. Ora il canto torna

ma in voci rubate al muro, registrate

o da qualche frequenza radio

 

 

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