Una questione di fedeltà

 

cementine

 

Cemento polvere di marmo pigmenti

dici perfetto il colore che cola a lato:

una questione di fedeltà

 

Cementine tavolo 3 sedie

così passiamo per la cruna tra i senza più parola

e questo pomeriggio, tra i primi del Novecento

un informe millennio e un caffè

 

Nel piano inferiore si liquefà

il mappamondo di legno scuro, l’ asse.

Plutoniche e mercuriali ci raggiungono

parole di altre latitudini

 

Mano che prendi la mano

avvicini alla terra, alle scarpette sulla ghiaia

continui ad aprire porte: – chiudi gli occhi!

 

Beato chi vede i mondi e chi li mostra

 

Ci venivo da piccola, i tuoi genitori sorridevano

non erano ancora una fotografia

 

Le giostre di periferia ammutoliscono

quando la festa finisce e viene notte

dormono in spiazzi immobili

 

Benedetto chi popola di grazia il silenzio

 

Così i tuoi ulivi malati vivono in altri semi

le stanzìe si preparano a conservare voci

reggono la casa che era e quella che sarà

 

Scrigno c’è scritto sul muro

mentre dici di cantori contadini e padri,

qui c’erano le loro voci

 

Per ultimi un pergolato e un pozzo, maioliche

sulla vetrata futura, poche olive a terra

Niente che la vita non contempli

 

 

 

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