Irregolari

Vanno veloci le gambe
nei giorni di primavera
sanno bene dove andare

Sui fili elettrici occhi
becchi di gazze
aria di gesso e cotone

Dormono case e cose
nel polline di latte
tiepido, nell’alba

Pietre, chiazze di verde
greggi sedie materassi
t
ubi silos gatti morti

Luci di nomi sul cruscotto
dei camion dicono
anche questa notte è passata

Malcucito stivale il conto
non torna. Chiome ferme, muto
moto di peschi e mandorli

Un uomo corre per dimenticare
brucia chilometri e chilometri
il fumo delle stoppie tarda

Fino all’arrivo ebbro
che fa primavera: 18 19
20. Non sei più assente

Distanze lontanissime
vicine vicine l’Universo
è qui, in un punto

Ci mimetizzeremo un giorno
in un modo simile a quando
ricreiamo il mondo

L’esposizione della luce
l’ombra, la messa a fuoco
il cuore che sento e dici finto

 

 

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