Martina

Elliot Erwitt

Elliot Erwitt

 

Martina oltre il muro canta una canzone.
Quando arriva a parole tipo amore
fa la voce come un ghigno che le storpia.
Chissà cosa pensa quella testolina,
se ridicole cose da grandi o un intuìto
peso che fatica a pronunciare.
È comunque la prima gita, la prima festa
colori agli occhi, matita, rossetto
nello specchio in prestito da una zia
o una vicina, e via poi via
spediti come treni, spalancati.
Non potrà non invitarla a ballare
n
on potrà non stringerla un po’.
Stasera l’odore fresco del chewingum
insieme a un profumo rubato
scaverà a fondo il suo ricordo
in un primo freddo garage di carnevale
prima, molto prima che la festa di febbraio
indossi una maschera noiosa e pure triste

 

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