Rime involontarie di un angelo

È nuovo, del Nord. Uno dei tanti che passano
di qui
e poi spariscono o muoiono.
Infila 
il plaid sotto il sedere, sotto le gambe
incrociate, 
le spalle. È rannicchiato.
Non chiede non allunga la mano,
sembra un angelo un po’ dorme un po’ è triste.
Le gambe hanno avuto un sussulto
quando
son cadute le monetine
e un modo di non
guardare che ha più di 2
pupille. Le gambe
hanno tremato e pure qualche
ciocca mentre
si girava di lato. Non so chi dei due
più dell’altro si sia vergognato. A chi dei due
è caduto il cuore. Di certo il passo, dopo,
e tutto il resto, era allucinato, rallentato.

 

 

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