L’ora che non c’è

Sebastian-Luczywo

Sebastian Luczywo

Accende le candele fa scorrere l’acqua
sente voci dalla fronda vicina
altre scivolano lungo il Reno
o ai bordi del mare senza nomi oltre.
La gazza sull’antenna fa la cresta ai raggi
l’indiano la smentisce, col suo mazzo di ombrelli
dice pioverà. Pedala sapendo che qualcosa resta
scoperchiato. Come 2 parole sulle guglie di St Peter
a Ratisbona, una segreta l’altra scherzosa:
aspettano qualcosa simile a un nuovo gioco
o un ritorno. Prima di inventarsi un’altra passeggiata
prende tutto nel palmo, fa per acconciarlo coprirlo
ordinarlo. Sorride ai suoi sali del mare del Nord
li getta felice nell’acqua, nell’ora che non c’è

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