Senza ostacoli la strada del mattino
guardinga signora chiara, essenziale
acqua data e frutta ai bordi delle Porte
o dell’ospedale vecchio. Grazia mai corrotta
tenuta come il buio sa fare con le stelle
volontà delle cose senza volontà
tenute nel punto dove cade un desiderio
fin dove entra un ladro scassina brucia
una bocca di neve e ferro
una bocca di zolfo e legno
una bocca di ciliegie e neve
una bocca di pioggia e continente
una bocca di grano e lino
una bocca di lamiere e muschio
una bocca di more e minerali
una bocca di polvere e cotone
magari d’inverno, d’inverno
ce la faremo, magari riusciremo
a dormire d’inverno. Magari avremo
una casa d’inverno, e un camino
magari ce la faremo -dire fare stare-
camminare. Il sangue che ti ho dato
e non ti do, il viale di questa città
senza o con troppa
vita. La lavanda
che stringe il sentiero t
ra Belloluogo
e il cimitero. La serranda si chiude
infuoca di ruggine l’aria di oggi, di 100
di 1000 anni fa. E Tutto è Sempre
e tutto è qui,
fino alle porte
che sanno attraversare i morti

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