Le 3 sorelle

Balthus, Le tre sorelle

Nel mio paese abitavano 3 sorelle strane. La gente diceva che erano intelligenti e colte. Ma che avevano fatto quella fine lì.
Abitavano in un bel palazzo tutte e tre, in una delle vie principali del paese. La pazienza espansa del fumo impiegava un bel po’ a raggiungere le estremità delle stanze quasi vuote, animate solo da mobili pregiati e scuri. Tanto di tempo ce n’era in abbondanza. Soprattutto le volte a stella, altissime, erano difficili da raggiungere. Avevano occhi enormi, non facevano che fumare e avere un atteggiamento di innocente e naturale disprezzo per gli altri abitanti del paese. Vivevano nel loro mondo fatto di nuvole di fumo e silenzio. Dovevano essere molto buone pensavo, osservandole con occhi di bambina. Un po’ però le temevo: avevano un’aria inquieta e familiare, gesti e passi lentissimi, occhi taglienti, senza clemenza e tutto lo spazio per una implorazione.
C’era un gran daffare di segreti e dicerie attorno alla loro figura.
Io mi chiedevo chi delle tre cucinasse, si dedicava ai lavori di casa, cantava, era più triste o allegra delle altre.
Chissà se andavano d’accordo, se avevano mai avuto un amore. Una notte di qualche tempo fa sognai la sorella con gli occhi più grandi e scuri: mi disse, continuando a fumare quell’infinita sigaretta, concentrata e con la fronte aggrottata, che di solitudine si muore.

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