All’armi

Agli atti agli atti alle ricevute ai numeri alle date ai calendari ai solstizi ai legali ai solari hai fatto 30 e fai 31 queste budella delle fogne servi del dittatore lercio e briaco inverni che siete nella gola di agosto guard-rail della percezione dell’autonoma scommessa col mondo * noi si vedeva il raggio verde giuro le formiche sul tavolo i drogati e gli zingari al semaforo e venti centesimi e cinquanta e vestiti e collanine se ne hai e Marco e la sua caisa e le focacce sui gradini del Duomo e le fottute rondini e le pupille verticali i piedi scalzi e i pedali e chi vive post lucem e le stanze bianche e i silenzi dalle ore liquide le voci dei bambini nei cortili uniche lancette del giorno per la tregua del sole topolini di provincia che la siringa del tiranno aspira in città per vomitargli i suoi editti antiuomo proiettili sui cuscini la confusione che ci vuole per gonfiare le carcasse farne carne da trincea farne cibo da supermercati all’armi all’armi disinnescare gli interruttori di settembre le campanelle i muri le sedie elettriche dei treni di stato della ragion di stato del cesare dei morti. ma i capelli son contati per chi non è del mondo e nessuna vostra pietra rimarrà se non distrutta

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Una risposta a All’armi

  1. Rita Secli' ha detto:

    SEI UNICA!

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