7 giugno, mattina, S. Cataldo

Uno accanto all’altro sulla battigia aspettano che il mare giochi con loro portando conchiglie d’ogni forma. Diversi i paesi e le lingue ma non lo sanno, né conoscono i nomi. E’ cominciato tutto in un tempo più breve dell’attimo. Ridono soltanto e questo basta, si muovono in danze imprevedibili sfidando col petto le onde. Poi siedono a mangiare un frutto dolcissimo, piccolo, rosso. Come si chiama nella lingua dell’altro non se lo chiedono, ma sanno, senza pensarlo, che è succosissimo e non è mai troppo. Qualcuno li richiamerà, adesso, domani, ancora e ancora. Un fischio amorevole, un nome deciso, un ricatto, un ordine, una fine dei giochi.

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2 risposte a 7 giugno, mattina, S. Cataldo

  1. Antonio Devicienti ha detto:

    Bellissima e sublime (chiedo scusa se quello che scrivo può sembrare banale). Aggiungo un grazie per questo e per tutti gli altri testi pubblicati in queste pagine.

  2. leragionidellacqua ha detto:

    Antonio, è la tua Attenzione che merita un Grazie

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