I numeri dell’acqua

Il mondo fece credere inadatto il Principe di Perfezione, bucò l’acqua della sua Sapienza Dolce per dividerla nei terreni paludosi e farne cibo per i molti.
Lei nel sonno di bambina, dita al pianoforte, silenzi e solitudini delle lunghe estati.
I codici aprivano. Preparavano i giorni senza calendario, novilunio taciturno.
Le notti bianche e corte, la distanza delle stelle, i numeri dell’Acqua. Calmo il suo tormento al mondo, così poco indaffarato e scalzo: la pioggia di cuori offuscava l’offerta sacra e la prima negazione. Altri anni e luoghi paralleli li sapevano gemelli, integri nello spazio delle larve, voci morte. Lei non venuta al mondo, alga espansa, contorni incerti per l’ordine dei tempi. Lui incarnata volontà di ciò che è vivo nelle cose morte.
Ritornerà a me, ritornerà nel lago di Silenzio, non ho cantato che per la fresca e splendida mattina che tutto ha preceduto.

(da “La sposa nera”)

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