Poiché avverrà di darne conto
al cielo che non avete visitato
non pregate stelle non lodati fiori
le mani allo spavento di altre mani
per lo sgomento di ogni vicinanza
umana stirpe che l’umano teme
l’intatto che dovevate scoperchiare
in pietra secca e morta vi trasformerà
vostra pelle nel bauletto a naftalina
evitati occhi alla mercé di soli schermi
vostra condanna filtrarla e viverla mai
vostro scemo gaudio sì che solo morte
vi insegnerà come si consuma
si trasfigura, traditori di titani e vili
il catrame che nessuno raspa
le lettere che nessuno scrive
letti sfitti nel conservar di mummie
nello stato perso delle veglie
nel buco tirchio del talento sotterrato.
Poiché avverrà che ne darete conto

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2 risposte a

  1. rita ha detto:

    Bellissima!!!

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