Juliette, acquario

Poiché il frutto del tuo seno lo conosco
poiché il frutto del tuo seno è muto
non alzi la mano al mio saluto
sai sempre dove sono ma non chiami
riempi i resti da buttare ma non dividi il pane
casa scoperchiata che non fai restare
mia insonnia che non mi dormi accanto
differita tra presente e vita, esilio, apnea
sedile vuoto accanto al mio, qui qui
tra quello che vedo della pioggia
e quello che non cade, assente puntualissimo
tra l’uno e l’altro civico, tra letti e calanchi
bagagli spersi, chiavi, nulle proprietà.
Poiché il frutto del tuo seno lo conosco
museo del silenzio, sovrano del sottratto
e poco resto, insinuato vuoto tra un disegno
e l’altro, tra ciò che siamo e cosa diventiamo
quando i bimbi se ne vanno
e torna un vociare di sbeccati esordi
ma non tornano i respiri né le mani.
Poiché il frutto del tuo seno lo conosco
non ti sfido e non ti odio, ancora aspetto.

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