se immagino i millenni a ritroso liberare i fossili
tornare levigati e vergini, i paesi riemergere dall’acqua
la terra azzerare i lego di cemento e plastica
metropolitane treni parcheggi e fabbriche
se immagino uno zero un crollo un tempo prima
dei comandi, lo stop dei fumi, degli scarichi
se immagino l’inizio, quasi ti do un nome, deserto,
ti scopro le pupille, crudo vagito tra ceneri di cose state

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