Il nome che non siamo

bastavano i tuoi capelli d’oro
i divieti di ascensori e scale mobili
ce ne sarà di tempo per restare fermi,
dicevi. non ci prendono non ci prenderanno
il tuo dio in un’arancia sui muretti a secco
e chi ci aveva persi e noi dove eravamo
la mappa delle nevi e le pupille ghiacce
il racconto di ciò che volevamo e venne
suono di tua lingua e fughe nell’azzurro bosco
sveglia all’alba per una sigaretta
sonno nelle vigne e le cicale Orsine
fino all’ordine la frusta la presa umanicida
ciò che non vogliamo e viene
battesimo del nome che non siamo
possono bastare i tuoi capelli d’oro?

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