(l’estranea all’addio inventa trucchi
se li sparge per coprire il cuore
sue false cattiverie. Va per zigomi e mento
procede impolvera fronte e naso
insabbia schiaccia un altro finale
).

Cosa mal governata che vuole e sbrana
mal consumati pranzi, veloci in veloci case
sole, i piani penduli di elettriche insonni sedie
cene senza riso letti ossuti -l’alba non è nuova-
o veloci apparizioni di insperata primavera,
tarda come la sorte per gli ingenui
sempiterna neve su sante mani.
Ha provato a dire cos’era, l’estranea all’addio,
ma le polveri il trucco i suoi colori
spaesano e già sono persi gli occhi
nel perso che siamo. Lesta frastorna non dice
che questo è, eterna lontananza, eterno addio,
fatto d’archiviare nel chiuso di scontrini tracce
pedaggi, merce che divorano gli addetti alla tutela
di private cose adatte a misure d’ascensore.
Tra tana e formaggio come topi stiamo
e il gioco dura meno della polvere che inciprio.
E’ già inverno, non vedi che moriamo?

(non sa il bosco la stagione, se la foglia nasce o cade)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in l'Immobile Afono. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...