XXIV maggio

– È da mezz’ora che aspetto, sarà successo qualcosa.
– L’1 non arriva con la stessa puntualità degli altri,
fa un giro lungo, passa quando gli pare.
– È la prima volta che lo prendo.
– Ma lei non è milanese?
La mia premura è un’altra e fatico a tacerla
mentre serro il bavero al collo e resisto a infilarmi
il cappuccio.
– Mi dica, signora, ci restituiranno questa persa primavera?
Ci spettava, è nell’ordine delle cose, e ad altri è andata bene.
Ma ecco l’1, vecchio imponente rumoroso tram.
– Arrivederla.
No, penso, lungo la bella via Settembrini,
non la si vede manco allungando la strada
come capita certe notti, anche al freddo:
quelle notti che aggiungi strada oltre l’arrivo
i passi noti sottraggono cemento e a un certo punto
si allarga il cielo e capita di vedere anche la luna.

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3 risposte a XXIV maggio

  1. Dentro l’estate. Stasera al cuore di luna che illumina il gelsomino. Mi piacciono le sue parole, e la città sembra più bella, ora. Mercì.

  2. leragionidellacqua ha detto:

    il caro gelsomino e le parole illuminate. tante volte Grazie

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