Tratto dopo tratto

a S., oceano muto

Nell’ultima carrozza, la 9, un bracciale dorato fa disegni delicati e sottili sul polso bruno della ragazza. Ha occhi di chi non è triste, il sole l’aspetta.
Gli addii sono uguali, uguali gli arrivi. Ognuno al ritorno ha qualcosa di nuovo.
Nuovo il bracciale della ragazza, è al suo primo viaggio, è di casa ogni disegno, ogni curva, nomi e sorrisi.
Inviscera l’ultimo mare chi lo guarda, lo immidolla, lo fa come per l’ultimo amore, c’è ancora spazio negli occhi, negli interstizi. Il mare non conosce gole né l’azzurro vuoti.
Lo ha fatto con la valigia, fino all’ultimo nero, le cose di casa che una volta arrivati ci chiameranno per nome, in silenzio.
Muoversi o stare fermi, restare, perdersi, ritrovare.
Al centro una preghiera che non si muove. Tutto benedice, illumina, fissa, rende perfetto.
I due fidanzati si tengono abbracciati, il loro non è un viaggio e non è valido il biglietto. In due ogni abitacolo è casa.
Il vento che cambia non porta i dolori ma il suono della partenza. Forse da vecchia non ne avrò più.
Mi hai detto fra un’ora, ma non sono più vagolante fantasma dei vicoli belli. Sto diventando un albero, sai? Sarò come i campanili, le fronde, i cieli sospesi dei disegni dei bambini, tratto dopo tratto un paziente colore li riempie.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in l'Immobile Afono. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...