La somma del tempo

Quel posto che pochi vivi vedono. Tizzoni fermi, valli, estinta civiltà.
7 obblique lapidi rotte dalla neve, bianchi intatti ripetuti e ripetuti su occhi inesistenti, inesistente mano o impronta che li macchi, li corrompa.
Su nomi e lettere cadute, cadute date, resiste un petalo d’argento nero.
La somma del tempo delle cose non consuma. Non consuma il tempo della neve, vento gelido padrone, impero vuoto. La botola che narrano in città voci e colori ingoia. Un grigio resta, un marrone incenerito, cinghiali e muffloni hanno versi, ma lontani.
Uno sparo coi suoi cerchi. Il gallo è vicinissimo. Forche, ruote, zappe. Materia senza nome fatta roccia, basto che il gelo mima fioritura. All’improvviso un uomo. Giura l’impossibile, alto bastone grezzo, polenta nel paiolo, suo capriolo a legna e fuoco. Sole spento nel caffè. 22 fotogrammi, passaggi umani, aperte cose oblique e il dubbio di essere appartenuti, stati vivi. Passate cose fra le cose.

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2 risposte a La somma del tempo

  1. gioia ha detto:

    essere appartenuti.

  2. Vito ha detto:

    come di passaggio

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