Fine vita mai

Accadde e fece vero, da quel minuto in poi, il disegno sulla carta, le linee e le parole, casette e fiumi dell’asilo, il sole dietro la montagna, edicola votiva di segreti nel vapore delle cose inanimate, fuor di carne fino allora, mese di Michele, frana di realtà gonfiava il filo piatto del sogno ammutolito muovendo fibre del creato fino a farne cosa viva. E per intero quelle che odoravano di carta e colori nel cassetto accesero nuovo un mondo, le parole, prima neve e boschi, e un sentiero segnava nuove linee dopo l’orizzonte.

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Una risposta a Fine vita mai

  1. iole ha detto:

    da solo l’incipit apre alla soglia del sole.
    una scrittura che traccia percezioni di memoria, con un canto che muove luoghi fino a farli vivi.

    ciao Ilaria!

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