Stefàno di Unghèria


(foto di Claudio Settembrini)

Prima uno poi l’altro poi l’altro.
Il manifesto funebre sul portone dello scalino dove sedeva, informa della morte riportandone solo il nome. Stefàno. Di Unghèria. Bellissìmo, come amava definirsi facendo il verso a quanti e quante ne sottolineavano bellezza e prestanza.
Questa è una storia di accenti, di barbe, di altezze, di ostinazione ancora una volta, e di tre parole italiane e una scia di nomi di città europee dagli accenti sbagliati. Non c’è niente da spiegare. Sa chi l’ha conosciuto. Non avere un dove, un letto, un amore. Averli avuti e non volerli più. Vicolo cieco, sterpaglia, cartone, a due passi dal nostro ritrovo. La generosità dei pasti offerti lo infastidiva, faceva un gesto coi palmi aperti verso l’esterno e una smorfia di disgusto per l’eccesso, la bulimia di ciò che il mondo ci costringe a ingoiare. Bulimia che non fa ingrassare ma rende ebeti.
Sì, bellissìmo, Stefàno di Unghèria, ostinato a non voler conoscere che due, tre parole d’italiano. IO VAGABONDO! Estraneo ai meccanismi della civile umanità e dei suoi uomini-bulloni. Normale, normale, tutto normale, ripeteva con aria schifata, e voleva dire che dalla Germania alla Polonia, dalla Francia alla Spagna, da Trieste a Lecce, da Torino a Palermo, nella sua vita di girovago tutto gli sembrava uguale. Normale.
Umanità insinuata nelle fughe del basolato di Lecce, delle toccate di Bach, veloci, isteriche, tra le carrozze di un treno, tra una stagione crudele e una mite, tra una caldarrosta e una rondine, tra un tavolino dell’Orient e il suo gradino. Umanità che sparisce senza lasciare traccia, come i talenti muti, nascosti dietro tendine di palazzi ottocenteschi o sporti a fumare e bere da terrazze bianchissime e cieli a cui il cemento non fa lo sgambetto.
Voci arrivate nette, lucide, precise, le più forti. Vite gentili e disperate. Gigli dei campi. Nessuna tensione, solo vita vissuta. Amara, crudelissima, dolce.
Chi è nel fuoco brucia e non guarda l’altezza delle fiamme.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in l'Immobile Afono. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Stefàno di Unghèria

  1. Printore ha detto:

    Addio Stefàno,la terra ti sarà lieve

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...