Murales

Questa cosa che non chiami
che non si fa chiamare
ha detto che è fuga tra due
è nuvola e ne sconfessa il nome
ha un lenzuolo vuoto tra questo e l’altro
da qui a non si dice
dal posto verde all’arso
costruite dimore sull’albero
per chi ci cade e si arrampica
ma non è casa e loro non abitatori.
Per il mondo è un murales di periferia
piccolo murales di sperdute lande
minuto altarino di campagna
per topi velocissimi
volere come nominare è debole
solo amore attende

(… qualche parola prima)

lei diceva fili elettrici e ragnatele
lui con tenaglia tagliava e ordinava
non era perfetto l’ordine benché vincente
lui separa e differenzia cose e situazioni
il mondo è pulito ma l’indifferenziato impera
e imbroncia e dice che troppo si muove
tra parole mondo e cose
il traffico è tanto e l’elenco supera la spesa
allora tanto vale starsi a guardare
e rinunciare. Non viva la democrazia e non vera
la scarpa del dire stermina formicai e ballerine
la perla non s’incastra nel letto del mare
si scuce è sdrucciola confessa pattini e banana
l’ha detto proprio lei mentre si scusava
entro tonda ed esco quadra
e non perdo il pelo dell’inganno, mio vizio
poi scateno il terremoto ma su casi da poco
a me solo frega di seminar tranelli

quindi lascia il sorriso la cosa che non dice
mentre la tonda fatta quadra a onor di merci
a difesa di commerci fa piste di scii e d’atterraggi

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