Voci

Tornano. Prime ore di domenica
Quando l’aria ha spazi per gli uccelli
gli alberi sono alberi, le voci voci
Fluide avanzano da un eterno esserci
attraversano muri di città
portano stornelli, melodie antiche
vecchio pathos. Sgretolano
il terzo millennio e dalla crepa
e sfondi campestri,
ecco l’azzurro di festa,
di prima comunione
che squarcia cortili bianchissimi
e bianche scarpe avanzano
su tappeti di bucato e sugo.
Richiami e voci spiaggiate
cedono al dominio delle sieste.
Là ogni forza si arrende: nessun rimedio
spioncino o altra sicurezza
ha impedito l’ingresso a un fantasma

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Una risposta a Voci

  1. iole ha detto:

    Meraviglia!
    Hai un dono: attraversare il sentire, renderlo fluida parola che tocca i bagliori.
    E’ come entrare nella dimensione della luce e sfiorare quel fantasma che ci vive accanto, sempre.

    Grazie, Ilaria. della tua poesia. della condivisione.

    i.

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