Bruma

Così ci guardano
domeniche piumate e bruma
finestra di novembre senza casa
lo fanno da lanugini in levare, 
ferme lì, nel punto delle cose stare.
Questo canale, improvvida acqua
che nessun vento spinge, abdicata 
bellezza fino al naso dei passanti
solleva nomi persi, numeri sfilati al marmo
alfa e omega qui, vicolo di lavandaie
e in un fiato al vetro del Caffè, lui baffi
e sciarpa di tabacco, lei cappello fianchi
stretti nel cappotto e nuca aperta di civetta
fuliggine e penultimo mese li riportano qui
la più piccola misura e la più grande
un discorso che riprende da quel punto
come un becco torna alla nidiata
tavolino di naviglio e i loro volti

protesi da un intonaco bianchissimo

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Una risposta a Bruma

  1. iole ha detto:

    hai una scrittura assolutamente affaascinante!

    … proseguo…

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