Chi è quell’uomo che suda sangue?

 

PRIMA STREGA
Noi tre ci rivediamo quando?
Con tuoni, pioggia, o lampi?

SECONDA STREGA
A baraonda finita,
a guerra persa e vinta.

TERZA STREGA
Prima di notte allora.

 

Il coniglio che avrebbe mangiato era lì, dietro la poltrona, bianchissimo, con quel muso di coniglio. Portogallo anni ’90, da Neuchatel per un amore conosciuto in Svizzera. Prende il coniglio per il collo e con una mossa di karate lo uccide, poi lo apre e toglie quel che non serve. Da parte, il cuore e altre cose da mangiare. No, Antonio, per favore, risparmiami i dettagli. Lui incalza, serio, affilate mani e viso ossuto, pantaloni gialli, panino e birra, tavolini, strada. No, servono, servono, vanno raccontati, è il carattere del Portogallo, non è una storiella, ascolta. Il sangue che cola, tutto quel sangue, non lo buttano, è tradizione portoghese metterlo in una grande pentola, la stessa con cui cucinano il coniglio, quello che era dietro la poltrona, bianchissimo, con quel muso di coniglio. E’ truce ma non sono affatto disgustata. Antonio racconta, contento ci sia chi l’ascolta. Jeff, vento di colonia in un interno, ha invitato quelli che mancano per spaghetti con fresca salsa rossa. Tany dorme. I racconti della Svizzera, la pensione giovane per la guerra di 15 anni. E’ un racconto la libertà, il sorriso di Antonio e la pace, una ceres con chi non ti conosce, ti dà quello che ha, storie, occhi, al 31 di via palmieri.
Fantastico bagno nel lago profondo. Domani ti mando email di sostanza levigata. Al diavolo l’avvenire qui si invoca il divenire. Baci sparsi.

L’appartamento costa poco ma non è dentro le mura, e come fa DitaVeloci a muovere e a farsi tirare da PassiLeggeri, da ImpagliataOndaSelvatica, da PesceSenzaSpina, fuori dalle mura? No, no, centro storico, la luce verde per la lucciola, alla casetta la lumaca. Ad Alice quella di Simone. Il sorriso degli uomini del sesto mese, indovina sempre quale vento vocifera la voce.

Seconda birra

Mia sorella si chiama Speranza, il regime non l’ha mai perdonato. Per questo nome e per un diario personale, mio padre fu condannato a vent’anni. E così tutti i maschi della famiglia, prigionieri politici, appena raggiunta la maggiore età. Il regime cadde prima che compissi 18 anni, sono un sopravvissuto. A scuola, scolaretti aperti alla parola, gridavamo: “Il comunismo deve essere primo nei sacrifici e l’ultimo nelle pretese”. Credimi, fino a grande, non ho mai ascoltato le parole Dio, Natale, Jeans, Coca-Cola, Droga, Birra. Alle donne che avevano i capelli lunghi, glieli tagliavano per strada e così per i vestiti non ritenuti ortodossi. Speranza era bravissima, 10 in ogni materia, ma le fu vietato di andare all’università. Potevano andarci solo i loro figli. I tentacoli resistono, stesso sangue, stesso potere. Voi non sapete.

(13/10/’10, h:11,32)
Il sangue dei giochi cola caccia a caccia. Poema, smettila! Questi ficcanaso mi chiamano colibrì. Ti arriccio i ricci

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Una risposta a Chi è quell’uomo che suda sangue?

  1. Lear ha detto:

    Che streghi

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