Amnistia, Amnistia!

Al 51esimo elettrochoc Santartò Perse tutti i denti gli occhi del nulla Eterno disincarnato della prima intelligenza mai a tutt’oggi dato: si conficcarono nelle fughe delle piastrelle Bianchebanche della clinica che ricorda (ossssemiricorda!) la belva romana La folla festante giuliva colle teste servite in argento Gli scarafaggi e i topi penzolanti dagli umidi magazzini degli effetti personali Irma contro Drusilla
Le prigioni eterne per il sogno mai più puro della fuga
Il rutto dei pesci polverizzò in cento vocali senza senso
Senzaritmonéelegantesapore
La muraglia cinese. O era: E’ meglio essere o obbedire? (non posso, il suicidio l’ha tentata più volte.
Forse domani, dietro l’incrocio, forse la prossima estate, forse se Ilgallocanta3volte e nasce un’immacolata maria) Ohhh, ma quanti! GuardArtò, GuArDaBene, mOlToBeNe
Amnistia, amnistia, per i poveri poeti scellerati!
Poco più tardi I piatti si urtavano e i fiati fremevano alla vista delle gonne
Panoramiche sul palco di Parigi mentre la tachicardia Avvis.t.ava per cavi elettrici i serpenti e dalle pietre funerarie E dalle groppe dei cammelli la nuova fuga d’egitto in scampoli di patetiche resistenze al fuoco già grosso dell’apocalisse intanto le cosmiche finestre lacustri di BettDè si inabissavano in spilli dalle pieghe tettoniche sempreputride dalle viscere maleodoranti già in orgasmica beatitudine. cibo di poeti per i loro occhi languidi la fossa già scavata alle guancie il mento in fuori
Amnistia, amnistia, per i poveri poeti scellerati!
Intanto nel sesto anno del terzo millennio, bandiere tricolori Nel paese del sole, tutti disarticolati in quella calda estate su tutto Tre nomi e uno più languido (come gli occhi di sopra, vd. Sopra).
prendi lancia e giavellotto, diceva il mio tesoro:
se mi porgi il colore del sangue se mi mostri i suoi pesci i toni e i ritmi,
allora sì, allora sì. Se balli per me, ballerina del vento… Io li mostrai ma non sapevo che in quella regione quella mattina c’era nebbia. Il mio metereologo aveva la nausea. Ohhh, colore di fuoco, ohhh, arrivare colore di nebbia, nelle regioni di gambe aperte al sole. Sventura, sventura!
Paul dopo damasco vedeva la sorgente e si castigava al fuoco nero e ombra dell’arsura, punendo il nome, punendo il delfino, il padre, me, la sua donna. Strumento del diavolo dono agli dei, strumento che dio rende grato.
Le elfiche o le eliche del contraltare, del rovescio ti ho detto, dell’indietro, risuonavano nell’aria. Qualcuno dopo avrebbe fatto i nomi e i cognomi rovistando con le mani di sterco nella gola di dio

…le rose dell’occidente sono il festino di satana. Ohh, luxurieuse!
Amnistia, amnistia, per i poveri poeti scellerati!

Continua….

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Amnistia, Amnistia! e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Amnistia, Amnistia!

  1. g. ha detto:

    ritrovo antichi moti negli ultimi versi, stanze canicole che abbiamo respirato, assalti esauditi.
    ti stai dibattendo, vero? dibattiti dibattiti! questa è l’ora

    g.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...