Conservatoria Generale

Milano, 29 marzo 2008

Grazie, *

per il dono del tuo mondo. bianca anima nera. luna piena allo specchio scuro. non c’è scampo. questo rassicura, ci fa oggetti degni di pietà, e inquieta. non c’è scampo. il filo niveo della tessitrice a ogni curva si macchia di petrolio. è questa vita, questo tempo. ci è toccato. a volte stanca la volontà di trovare ostinatamente Altro. stancano gli altri. eppure il Silenzio, l’amante puro, non si astiene dal rivelarsi, certi istanti, nemico: è lì lo spazio vuoto, abisso, soglia ardente, vertigine. lì compare un fantasma senza nome, indecifrabile, assente e pieno. è sua una prepotenza lieve e umile: c’è e non è nulla, non una parola che lo ri-guardi, non un senso dato. non una parola a misura di pelle, a confine esatto, a perfetta somiglianza.
come nella Conservatoria Generale dell’anagrafe di Saramago, c’è un intervallo di non tempo in cui un nome, una vita, penzolano sui fogli di un registro che non è dei vivi e neppure dei morti…

“conosci il nome che ti hanno dato, non conosci il nome che hai”

Ilaria

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Una risposta a Conservatoria Generale

  1. Orodè ha detto:

    Grande scrittura la tua, amica mia. Il tuo diario online è prezioso!!!
    Spero che gli angeli ci aiutino sempre!

    Bacio

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